La nostra storia

Breve storia del Comitato Provinciale AICS Asti

Sul finire del 1972, si costituiva ad Asti, per merito di un piccolo gruppo di grandi appassionati di sport, il nucleo fondante dell’AICS ASTI, nata a livello nazionale 10 anni prima.

L’attività del Comitato Provinciale AICS di Asti ha inizio ufficialmente nei primi giorni del mese di ottobre 1973 quando sul campo di Serravalle, alla presenza dell’Assessore allo Sport Prof. Giorgio Galvagno, viene dato il via al 1° Trofeo calcistico Giacomo Brodolini, indetto dal circolo Brodolini e organizzato dall’AICS di Asti. Partecipano sei squadre e le partite sono dirette dagli arbitri dell’Associazione Arbitri AICS di Torino.

Nel mese di ottobre 1974 il Cav. Leonardo Cendola e Dino Brigada entrano a far parte del Comitato regionale AICS.

A settembre 1975 vengono rinnovate le cariche nel Comitato Provinciale AICS di Asti: Presidente il Prof. Giorgio Galvagno Vice il Cav. Leonardo Cendola, mentre nel mese di ottobre ha inizio il Campionato di calcio amatoriale AICS che vede la partecipazione di venti squadre e ottiene il patrocinio della Società CINZANO.

A gennaio 1976, in seguito alle dimissioni rassegnate dal Prof. Galvagno, viene nominato presidente del Comitato Provinciale Pietro Beccuti e vice il Cav. Cendola.

A novembre il Cav. Cendola è nominato vicepresidente del Comitato Regionale AICS e Beppe Barla subentra a Dino Brigada in veste di consigliere.

Sempre a novembre due calciatori astigiani sono convocati a far parte della Rappresentativa Piemontese che disputa i Campionati Nazionali AICS a Palermo: sono Primo Favagrossa e Aldo Di Maria.

Ai primi di luglio 1978 hanno luogo le premiazioni del Campionato Provinciale di calcio AICS 1977/78 “Trofeo Cassa di Risparmio di Asti”. I premi vengono consegnati dal Presidente Beppe Barla.

L’attività calcistica prosegue con risultati qualitativamente sempre migliori: il 25 e 26 maggio 1985 una rappresentativa dell’AICS di Asti viene invitata ad un Torneo calcistico internazionale a Moussy le Neuf (Parigi) con squadre amatoriali provenienti da Svizzera, Germania, Inghilterra, Belgio, Francia. La trasferta si conclude con un buon terzo posto che però non rispecchia a sufficienza i valori espressi in campo.

A gennaio 1986 al Parco della Mandria si tiene un convegno regionale degli arbitri AICS organizzato dal Presidente del Comitato di Asti Rag. Barla. Ospite d’onore l’arbitro internazionale Alberto Michelotti, intervenuto grazie al fattivo interessamento di Fortunato Drommi, presidente provinciale di Parma.

Nel mese di giugno dello stesso anno, la rappresentativa astigiana guidata da Giorgio Gallo incontra allo stadio una squadra della RAI, in preparazione della trasferta a Biberach dal 4 al 6 luglio.

Seguirà un breve periodo di presidenza di Filippo Illardo nel 1987.

Il 22 dicembre 1987 in diretta dagli studi dell’emittente Primantenna, alla presenza del Presidente provinciale Rag. Barla, si effettuano i sorteggi del Campionato provinciale di calcio a 5.

Nei giorni 29 30 aprile e 1° maggio 1988, nell’ambito del Maggio Sport, venne disputata la prima edizione del Memorial Leonardo Cendola con ospite d’onore Roberto Boninsegna, giunto a contare ben 26 edizioni, terminando nel 2013. A vincere la prima edizione fu l’OIKI PARMA.

Il 9 giugno la Rappresentativa astigiana partecipa alla trasferta in Svizzera e Belgio. La prima partita viene disputata sul campo sintetico di Vevey poi sabato 11 e domenica 12 al Torneo a Herstal (Liegi) è seconda dopo la Croazia soltanto ai calci di rigore.

Il 25 novembre 1990 viene eletto il nuovo direttivo con Guido Paracchino alla presidenza, ruolo che verrà ricoperto consecutivamente per ben 19 anni, traghettandolo fino al primo decennio del nuovo millennio. Negli anni seguenti si succederanno alla guida del Comitato Giuseppe Inquartana (che diverrà consigliere nazionale) fino ad arrivare a Susanna Ponzone, prima donna a ricoprire questa carica: viene eletta nel 2017 e, in seguito, riconfermata nel 2020. Nel 2022 infine, il nostro Comitato raggiunge il prestigioso traguardo dei cinquant’anni di vita, che testimonia di fatto come l’Associazione abbia scandito la vita sociale del territorio.