28 febbraio 2025 | CONCLUSO IL CORSO ONLINE PER ISTRUTTORI DI GINNASTICA FINALIZZATA ALLA SALUTE E AL FITNESS

Si è concluso nei giorni scorsi il corso per Istruttori di ginnastica finalizzata alla salute e al fitness in un ciclo di tre serate, promosso dal Comitato Provinciale AiCS Asti e rivolto ai facilitatori di biodanza.

OItre 200 i partecipanti da tutta Italia, che hanno seguito le lezioni online, tenute da Tiziana Centomani, Susanna Ponzone e Creusa da Silveira, e conseguito l’attestato finale del corso che permetterà loro di lavorare come istruttori di ginnastica con il metodo biodanza. Un lungo giro di parole che tenta di affrontare un problema, che non è solo terminologico, di riconoscimento della biodanza come sport.

La biodanza è una disciplina basata sul movimento e sull’espressione delle proprie emozioni attraverso la danza. Come le più note yoga e pilates, fu interessata dalla riforma dello sport del 2017 che la escluse dalle discipline sportive riconosciute dal CONI. Le associazioni che praticavano biodanza, yoga, pilates e altre discipline non competitive (cioè che non implicano l’organizzazione di gare) si ritrovarono a doversi reinventare avvicinando queste pratiche a discipline sportive riconosciute quali la ginnastica per tutti o quella per la salute e il fitness.

Negli ultimi anni, con una normativa sportiva e associazionistica in continuo mutamento, si sono create però nuove condizioni per il riconoscimento della biodanza come sport. Questo è stato evidenziato durante il corso targato Aics da Tiziana Centomani che ha riportato all’attenzione dei partecipanti il decreto legislativo 36/2021 e le nuove definizioni di attività motoria, pratica sportiva per tutti, sport e sport di alto livello. Per sport si intende “qualsiasi forma di attività fisica fondata sul rispetto delle regole che, attraverso una partecipazione organizzata o non, ha per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali e umane o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”.

Nel 2023, lo sport con il suo intento sociale è entrato poi finalmente nella Costituzione Italiana. All’articolo 33 è stato aggiunto un nuovo comma: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.

Una definizione che si sposa bene perfettamente con le finalità della biodanza.

“Non solo è in tutto e per tutto una metodologia assimilabile allo sport” – spiega Susanna Ponzone, già presidente Aics Asti e referente per la biodanza per Aics nazionale – La biodanza ha anche saputo sviluppare tutte le qualità del movimento abbinate a gesti naturali e autentici rendendo il corpo libero di esprimersi senza l’idea del confronto e della competizione. Lo sport deve essere divertimento e deve adattarsi a ciascuna persona. Se lo sport diventa selettivo diventa antidemocratico, mentre deve essere inclusivo. La biodanza – conclude – rappresenta la possibilità di adattamento dell’attività motoria all’individuo attraverso dunque un approccio inclusivo”.

Ponzone infine ha spiegato cosa serve per far riconoscere la biodanza come sport: è necessario che a livello nazionale ci siano 50 associazioni che la praticano e 5000 iscritti. Numeri abbastanza consistenti che possono essere raggiunti attraverso iniziative, come il corso appena concluso, che hanno l’obiettivo di creare rete, farsi conoscere e dare visibilità a piccole realtà di provincia.

In tutta Italia sono numerosi i progetti di biodanza rivolti a tutte le fasce della popolazione, specie quelle più fragili, come bambini ed anziani che, da questa metodologia traggono vantaggi per la salute e il proprio benessere psicofisico, in linea con quanto afferma la stessa Costituzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *